La passione al lavoro

Riproducete sulla capocchia di uno spillo la Monna Lisa o avete azzeccato tutti gli investimenti in borsa decuplicando i vostri risparmi? Volete fare di questo un lavoro?

La tentazione è forte, trasformare la passione in lavoro forse è il sogno di tutti.

Nei periodi di crisi dove le opportunità canoniche mancano, ci si guarda attorno e spesso si decide che se c’è un investimento che vale la pena davvero di fare è quello su di sé, la voglia di trasferire ad altri una competenza monetizzandola è sensato. Capita di trovarsi di fronte sedicenti esperti  poco competenti e di pensare “io posso farlo meglio” e potrebbe essere vero.

Verificate se la vostra offerta ha mercato, non se siate le uniche, ma se esista un mercato per quel che proponete, potrebbe anche trattarsi di una nicchia, ma i clienti potenziali ci devono essere, per intenderci niente ghiaccio agli eschimesi.

Siete in grado di verificarlo da sole? Se sì e rapidamente,  probabilmente molti vivono della vostra stessa proposta:  il mercato c’è … e la concorrenza pure. Se non siete in grado prendetevi il tempo e gli strumenti per farlo.

Diamo per scontato che con l’aiuto di un buon consulente abbiate individuato i costi fissi della vostra attività e stimato quelli variabili, vedere nero su bianco le cifre aiuta, fare gli struzzi no.

Non cominciate pensando “farò un gran successo e pagherò tutto quel che ci sarà da pagare”, su questa strada le possibilità di fallimento sono altissime.

Se siete delle appassionate appunto, e non ancora delle professioniste, dovrete tenere ben presente la legislazione nel vostro campo, questo è un aspetto spesso trascurato o meglio dato per scontato.

Non affidatevi al buon senso, parliamo della legge non della giustizia.

Il prodotto che volete offrire e il modo in cui volete farlo è conforme alla legislazione vigente? Avete tutti i titoli richiesti per dare quel tipo di servizio? Il cliente potenziale che avete individuato può accoglierlo?

Sono domande che dovete porvi anche se sembrano scontate, per fare i biscotti e venderli non vi basterà la cucina di casa e il ricettario di famiglia.  Informatevi  molto bene, interrogando più di un professionista, non vi basterà il commercialista, vi servirà anche un avvocato e qualche bella chiacchierata con chi fa quello che voi vorreste fare. Chiedete e non abbiate timore di farlo, magari non incontrerete al primo tentativo “un collega” disposto a condividere le fregature e gli insuccessi, ma lo troverete e sarà la vostra risorsa più grande.

Le leggi italiane, non lo scoprite qui, sono molte, spesso in conflitto fra di loro e con competenze in capo a più organi o enti, in molti casi non esiste un elenco puntato di norme alle quali attenersi e dormire così sonni tranquilli. Il legislatore è sempre all’opera, quindi restare aggiornati è fondamentale, ahimè non potrete farlo da soli, a seconda del vostro settore appoggiatevi ad Associazioni di categoria, Albi professionali e Sindacati. Non fatevi bastare il primo consulto, spendete del denaro se non siete soddisfatte, siate rompiscatole.

Vi sembrerà di perdere tempo nell’aggiornarvi, ma non sarà così, eviterete invece spiacevoli sorprese.

Dovrete essere documentati anche per i vostri clienti e per quelli potenziali, cambiamenti nelle norme potrebbero farli aumentare o diminuire, pensate alle agevolazioni fiscali in continuo mutamento in termini sia percentuali sia applicativi, ad esempio le ristrutturazioni edilizie.

Quando avrete l’impressione di passare più tempo a curare il corollario che non a “fare” sarete certe di essere sulla strada giusta, non avevate mica pensato vivere di una passione significasse non lavorare?

Cristina Delbuono

Agronomo, progettista ambientale, neofita del knitting, appassionata di usi alternativi del verde e blogger – vivo in campagna conservando uno spirito spietatamente metropolitano.

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